Pietra della Lessinia

La Pietra della Lessinia protagonista a Marmomac 2023. Presenza, progetti e premi speciali

La Pietra della Lessinia è stata presentata nelle sue finiture e nelle sue colorazioni anche in progetti di design grazie alla collaborazione con architetti, curatori per Marmomac di mostre di rilievo.  

PREMIO SPECIALE – ENZO GUARDINI

Insignito quest’anno a Mastro della Pietra per lo spirito imprenditoriale, lo sguardo al futuro senza dimenticare le tradizioni, e per l’impegno nel promuovere e tutelare la Pietra della Lessinia e il distretto delle aziende che la estraggono e lavorano. 

 

 

IN-FINITO

Progettista Patrizia Bertolini

Si propone un intervento di regolarizzazione nella percezione della superficie naturale: un segno “leggero” attiva un ordine astratto geometrico nel mondo apparentemente irregolare e variabile delle pietre naturali. L’intervento consiste in una leggera fresatura della superficie che produce una sgranatura del disegno naturale delle venature – e della materia – in contrasto con la lucentezza della levigatura. Il “disegno” dei segni contrasta e gioca con i disegni delle venature e dei colori della pietra naturale a seconda delle caratteristiche formali visive della pietra sulla quale si interviene. La disposizione casuale delle lastre (quadrate) destruttura la regolarità dell’intenzione progettuale.

 

 

PRUN

Progettista Carlo Trevisani

Un paese, un territorio, una materiale. Una storia secolare di estrazione della pietra e di trasformazione del territorio fatta di percorsi e architetture. La tradizione materica della Lessinia si presenta in mostra con una composizione articolata: l’uso di diversi linguaggi progettuali e diverse scale dimensionali crea vari scorci di interpretazione, le tonalità della pietra e le sue diverse finiture si abbinano ai richiami visivi di campionari materici, moodboard, modelli architettonici.

 

Eroso

La pietra è testimone del tempo“

Eroso. Design: Carlo Trevisani. 

Ispirato agli antichi templi di Paestum, un’esperienza di personale memoria evocativa dello scorrere del tempo in un’architettura in rovina, masticata dal trascorrere di sei secoli. Eroso è un tavolo che accenna quella sensazione di precarietà, due volumi geometrici, la base e il piano, sono lavorati per rappresentare il decadimento della materia prima con spaccature a martello e una sabbiatura grossolana.